Canale a sezione variabile


 

Aggiornamento 2025

INDICAZIONI GENERALI PER IL CALCOLO DI SISTEMI CANALE CHIUSO-CANALE APERTO

(impianti con canalizzazioni in cui variano le sezioni o sono connesse con vari tratti di canali e collettori ecc)

 

Con le misure dei locali : definire le zone d’influenza, calcolare le aree e ripartire le portate.

 

La procedura da seguire dovrebbe rifarsi a questi punti:

A-     Si esegue un calcolo a priori della ripartizione delle portate sui vari tratti:

 

Bisogna ripartire le portate per ogni tratto. Di solito si fa proporzionalmente alla superficie di competenza, se la quota soffitto è costante e non ci sono esigenze diverse da locale a locale , oppure si considerano i volumi interessati per ciascun tratto in base ai calcoli del progettista termotecnico

Possibilmente mettere in una tabella tutte le portate di ingresso e di uscita di ogni tratto

 

B-      Si esegue il dimensionamento del tratto terminale del canale (canale chiuso).

Si deve prendere nota della pressione statica e di quella totale all’ ingresso del canale. Questi valori sono un risultato del calcolo  

 

 

C-      Si passa a dimensionare il tratto di canale immediatamente a monte di quello terminale (canale aperto). Quando si fanno i tratti di canale aperto bisogna specificare la portata in ingresso ( la pressione in ingresso non serve, non viene usata), la portata in uscita, la pressione in uscita

Ricordarsi di immettere i valori di portata calcolati al punto A, per quel tratto in ingresso e in uscita. Nella sezione di uscita inserire il valore di pressione statica calcolato al punto B, all’ ingresso del tratto successivo.

 Il programma calcolerà la variazione di pressione dovuta alla variazione di diametro.

 

D-     Procedere a ritroso fino ad arrivare al tratto iniziale del canale

 

E-      Sulle eventuali diramazioni a T :

bisogna considerare che la pressione nel punto centrale è comune ai due rami. Se i rami sono simmetrici non c’è problema, se ne calcola uno e l’altro sarà speculare. Se i due rami sono diversi (uno più lungo e uno più corto, oppure portate diverse) bisogna calcolarne uno senza vincoli e l’altro cercando di avere la stessa pressione in ingresso (cambiando la foratura). In alternativa si può mettere un sistema con delle serrande che ripartisce le due portate ( poi però dopo l’installazione dovrà fare la taratura)

 

Ogni volta che c’è un T si deve andare a ritroso: il canale di ingresso al T avrà una pressione di uscita pari a quella calcolata nel T + una perdita di carico. In prima approssimazione la perdita è pari a 0.5*v^2*ro*k.

v è la velocità dell’aria nel canale (da calcolare), ro=1.2, k =1. Se le velocità nel canale sono basse (<2 m/s) e non ci sono troppe curve e T si possono trascurare le perdite di carico

 

F-     Attenzione che lungo una condotta quella che si conserva è la pressione totale = pressione statica + pressione dinamica. A questa cosa bisogna prestare attenzione se le velocità sono alte e se ci sono cambi di diametro (e di velocità nel canale)

 

G-      Nel caso in cui la foratura in un tratto non soddisfi adeguatamente i criteri di progettazione (ad esempio velocità al suolo troppo elevata in alcuni punti) procedere modificano il passo trasversale (aumentandolo si abbassa la velocità al suolo) o l’angolo delle fasce ma non introdurre variazioni dei diametri, del numero di fori o del passo longitudinale che inducano una variazioni di sezione forata di quel tratto perché in quel caso le pressioni statiche variano e non risultano più compatibili con il tratto a monte e quello valle, a meno di rifare tutto il processo di calcolo ripartendo dal tratto terminale